Gentile signora Presidente,
buongiorno, mi scusi se la disturbo. Non è mia abitudine interferire con la vita delle persone, nè tantomeno amo apparire ed inoltre mi rendo conto, come spero si rendano conto tutti, che è un momento molto delicato su tanti, troppi, fronti, non spreco il tempo altrui. Ho molto rispetto e stima nei suoi confronti, signora Presidente, sia per la sua persona che per il ruolo che riveste ed essendo molto timido mi sono dovuto “armare” di tutto il coraggio a mia disposizione per fare questo passo di scrivere a lei.
Cercherò di portarle via il minor tempo possibile. Grazie anticipatamente per la pazienza e la sensibilità verso ciò che e inportante.
Oggi 23 settembre è la data di nascita di mio nonno Aldo Moro.
Oggi 23 settembre 2026 sono 110 anni da quando è nato.
È una bella cifra, è simbolica… ha un senso ricordarlo oggi, ha un senso ricordarlo sempre. Ma questo ricordarlo, questa memoria importante e significativa, ha un senso se é volta verso la vita e non sempre e solo verso la morte! È facile, è comodo, è doloroso (!!!) che Moro venga riassunto e compresso in quei diabolici stramaledetti 55 giorni. Lei, signora Presidente, per sua fortuna e lo dico davvero (io parlo col cuore, non ho filtri nè mediazioni) non se lo può immaginare che cosa significhi venire dal mondo da cui veniamo noi.
Ed è una benedizione non sapere sulla propria pelle cosa voglia dire provenire da un luogo orribile e mefistofelico, un luogo crudelle, in cui le persone buone vengono uccise perché sono buone!
Mio nonno non è stato ucciso, signora Presidente, per il compromesso storico, semmai per la sua visione europeista.
Quanto si sente la mancanza di un’Europa politica?
Aldo Moro è l’unico non parlamentare europeo ad avere un‘aula a lui intitolata nel Parlamento europeo. E questo perché gli è stato riconosciuto di essere europeista vero!
Ma torno al punto. Aldo Moro è stato ucciso per la sua bonta!
Bontà che è sinonimo di capacità di amare, bontà prontamente messa al servizio dell‘umanità.
Aldo Moro è stato ucciso perché era un santo vero! Chi lo ha conosciuto lo sa! Era un pacificatore era un costruttore di pace!
Ed in quel mondo orribile e maledetto da cui noi veniamo, tentare di fronteggiare l’odio che ha ucciso mio nonno, vuol dire non avere diritto di esistenza alcuna! E questo è stato il destino di Maria Fida, la mia cara, amatissima, mamma.
Abbandonata da tutti – come il nonno – ma grande guerriera!
Forte, determinata, sicura, coraggiosa, sola. Fiera!
Ha saputo insegnarmi, con l’esempio, a essere forte! Mi ha insegnato che il bene c’è anche se non fà notizia (come scriveva il nonno tantissimi anni fa), mi ha insegnato che, nonostante il dolore e il male che ci è stato fatto, ha senso la speranza, che bisogna tendere e vollgersi verso la vita e verso l’amore! Verso la verità, ideale tanto caro al nonno. È la parola più utilizzata da Aldo Moro, ci sarà un motivo. La definiva “luminosa e armonizzatrice”.
Mi permetto di fare una battuta: Fida mi ha anche addestrato per farmi diventare un piccolo servizio segreto militare (ambulante, assestante, autosufficiente e pienamente funzionante). Può chiedere alle nostre scorte, signora Presidente, se volesse un momento divertente e di svago e tutti le direbbero che io sono stato addestrato meglio di come sono stati addestrati loro.
Mi ha insegnato a sdrammatizzare, ad essere ironico, a sapersi divertire anche nelle catastrofi e a fronteggiarle queste catastrofi.
È un gran dono! Lei, signora Presidente, da madre può capire che valore ha questo dono.
Mi ha insegnato la gioia di vivere anche se la nostra vita è una guerra, una trincea che – seppur invisibile – non la potremo mai abbandonare. (Sarebbe più corretto dire che ci perseguiterà sempre!)
Il motivo per cui le scrivo, signora Presidente, è per porle una mia riflessione sul valore della memoria. È la vita di Aldo Moro che va celebrata. Il pensiero, l’insegnamento, l’operato, l‘azione politica, umana e giuridica, la spiritualità, la fede, la santità!
La bontà, signora Presidente, la bontà!
Una bontà capace di farti vedere che “ogni persona è un universo” come insegnava ai suoi allievi all’università quando, più giovane cattedratico d’Italia a soli 24 anni (!), teneva quelle lezioni di filosofia del diritto, meravigliose e piene di luce, che sono diventate, fin da subito, pilastro del diritto. C’è un passaggio bellissimo, in una di queste lezioni, che dice: “Quello che è stato nella verità, è. Per ciò è bello vivere”.
Lo sà, signora Presidente, che durante la guerra (la seconda guerra mondiale) il nonno, che faceva il servizio militare, fu promosso d’ufficio da caporale a capitano e fu mandato a fare l‘avvocato difensore nelle corti marziali e ha salvato tantissima gente dalla fucilazione! La nonna lo diceva sempre. La nonna e il nonno si sono sposati il 25 aprile 1945, appena finita la guerra, e come viaggio di nozze una passeggiata fino al pozzo dell‘acqua, vicino casa, e ritono lungo il sentiero di terra battuta.
In seguito la nonna aveva ricamato, in maniera eccelsa, un copriletto con le loro iniziali e la data dentro un grande cuore e con intorno altri ricami bellissimi. La nonna sapeva cucire e ricamare benissimo. Faceva il lavoro a maglia, l’uncinetto, ad una velocità supersonica, impressionante.
Nel 1946 all‘assemblea costituente il nonno faceva parte della sottocommissione che si occupava dei diritti inviolabili dell‘uomo e Aldo Moro, giovane costituente professore di diritto, pretese ed ottenne che questi diritti, nell‘uomo, venissero riconosciuti e non concessi – nello Statuto Albertino venivano solo, miseramente, concessi.
Se lo immagina, signora Presidente, che cosa sarebbe successo, ad esempio durante il covid, se questi potevano essere revocati?
Il fatto che lo stato li riconosca nell‘uomo li rende parte inscindibile dell‘uomo stesso e quindi sono, per loro natura, inviolabili.
Quante cose belle ha fatto il nonno! Quante cose grandi!
Che cosa è stato fatto per lui che ha sacrificato la sua intera vita in funzione di creare un mondo migliore?
Viene ricordato il 16 marzo e (forse) anche il 9 maggio. Con due frasi di circostanza in qualche breve servizio al tg. Forse un passaggio veloce a via Fani con le persone intorno che non sanno, quasi, cosa stanno guardando. Corone di fiori più a lutto della morte stessa!
Sì, è vero, c’è anche la “Giornata della memoria delle vittime del terrorismo” il 9 maggio, alla quale abbiamo sempre scelto di non andare. Inoltre, negli ultimi anni, il cerimoniale di turno fà gli inviti solo tramite e-mail (che io non ho e non ho neanche alcun tipo di connessione ad internet, è quindi un po‘ difficile contattarmi). Viene invitata la mia (ex) famiglia, ma mi hanno avvertito una volta sola (il primo 9 maggio dopo Fida).
Non ce l’ho con nessuno. Va bene così. Tengo fede a Maria Fida e alla scelta di posizione.
Signora Presidente, lei lo sà, il mondo va verso questo baratro infernale per l’assenza degli Aldo Moro, che vengono oculatamente tolti da chi vuole il caos, le guerre, la distruzione, la povertà, la rabbia, la fame, la misera! L’assenza di stabilità, le liti tra i popoli, la sopraffazione del forte sul debole.
E la sua scelta di rimanere sul campo, adesso, dimostra coraggio e determinazione, sacrificio e anche tanto dolore. Lo so…
Tornando alle celebrazioni degli anniversari – mi scusi se ho divagato – e mi scusi lei perché non voglio scaricarle addosso il peso che porto. Il mio livore, la mia rabbia, il mio dolore è che è solo così da tutta la vita! E quella vita è la mia vita! (full optional deluxe di tutte queste cose!)
Sa quanto è brutto, logorante e doloroso, signora Presidente, quando tutto il mondo ti sbatte in faccia le cose orribli, che vorresti dimenticare, di questa (pseudo) suddetta vita e non hai diritto di parola, di replica, di azione, di niente!
Perchè non ti appartiene, è una cosa pubblica, è di tutti. È di tutti finché si tratta di lucrare
sulla morte di un santo martire, calpestandone la memoria!
Quando c’è da raccogliere i pezzi di cuore non appartengono più a nessuno. Nessuno che valga la pena aiutare o consolare. Giusto? Nessuno di cui sentiremo la mancanza…
Poi non parliamo dei film mai, a nessun titolo! Salviamo “Piazza delle 5 lune” e lasciamo che gli altri brucino all‘inferno! Insieme alle fiction!
Altro che “diritti inviolabili”, signora Presidente,a noi sono stati revocati per sempre il 16 marzo 1978! Giorno in cui è morta la politica italiana e, con lei, lo Stato. E il nostro Natale e stato barbaramente strappato via da noi, ignobilmente ucciso e, certo, è chiaro, non tornerà!
Adesso sdrammatizziamo però, signora Presidente, in primis per lei e, poi, perché io mi dovrei suicidare, ma non credo alla morte e mi troverei davanti a quello che viene definito “mexican stand off”’ ossia una situazione di stallo.
Mi permetto di raccontare una cosa, per me importantissima, che le farà piacere sentirmi dire. È importante che gli italiani sappiano questa storia, ci tengo che venga divulgata.
Riprendo le parole di mio nonno e dico che il bene c‘è anche se non fa notizia e c’è perfino in questo governo, tanto criticato (destino, un po‘, di tutti i governi…). Certo se il bene facesse notizia ci troveremo in un mondo straordinario, meraviglioso e bellissimo, quello sognato da Aldo Moro!… e invece…
Spiego a chi legge che io non ho colore o appartenenza politica, non sono di destra ne‘ di sinistra, non mi occupo di politica attiva. Io ricordo mio nonno e la mia mamma, io sono cristiano. Come mi è stato insegnato, come ho scelto di essere!
Mi sento dal cuore di dover dire sono amico dell‘on. Cesa e lui è l’unica persona con cui, una volta, mi sentirei di poter andare a parlare in pubblico. Come faceva Fida, che era una comunicatrice eccezionale!
Ovviamente, signora Presidente, se lei lo dovesse desiderare, sarebbe per me un onore e un privilegio poter partecipare ad un suo evento pubblico e magari, per una volta nella vita, avere anche la voce.
Potrei venire accompagnato dall’on. Cesa perché, come avevo esordito in partenza, sono molto timido e per un’emozione così grande potrei sentirmi quasi tranquillo solo con la mamma presente – che momentaneamente ci guarda divertita dalle Pleiadi dove desiderava andare e dove ora è – Fida è qui in un altro modo, sento la sua presenza attraverso l’amore di chi le ha voluto bene, questo mi conforta e mi dà coraggio per poter affrontare le cose della vita.
Sorretto dal vostro amore potrei partecipare con immensa gioia! Posso anche, in ogni caso, rimanere a casa a suonare la chitarra, che va benissimo sempre per me. È il mio amore più grande, la mia comprensione delle cose, la mia vita.
Un giorno farò un concerto vero per il nonno. Con tutti i crismi che si devono a lui. In un luogo vero della musica, per fare musica, per ascoltare musica! Io da solo sul palco. Ci sto lavorando da un po‘, è quasi pronto. Si chiama “un blues per Aldo Moro”, lo farò presto. Promesso!
La invito sicuro, signora Presidente, stia tranquilla, però, non tramite un comunicato stampa (questo basta e avanza per tutta la vita direi, lo dico alla dottoressa Scurti che da sempre è gentilissima con me e quel tipo di gentilezza è quella del cuore e colgo l‘occasione per ringraziarla pubblicamente).
Detto questo, la mia posizione e diversa da quella di tutti! È un fatto incontrovertibile, ci sono presupposti a monte del mio trascorso troppo singolari perchè io mi possa uniformare in qualsivoglia modo a questo mondo.
Allora, c‘è una legge che si chiama ‚Legge in favore delle vittime del terrorismo‘, Legge 206 del 2004, Legge speciale in deroga. Legge applicata per tutti (o quasi) ma, certamente, non per Aldo Moro, fino a quando non è successo ciò che io adesso vi racconto.
L’applicazione di questa legge ci è stata negata per 22 anni … Solamente dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica, altre articolazioni dello Stato lo hanno fatto subito, a cominciare dall’università La Sapienza (per dirne una).
Per far comprendere, spiego che la Camera l’avrebbe dovuta applicare alla nonna che aveva la pensione di reversibilità sull’assegno vitalizio del nonno. Il Senato l’avrebbe dovuta applicare a Fida in quanto è stata senatrice eletta – nella X legislatura (e tanto aveva a cuore le preferenze! Ultimamente pure lì siamo caduti parecchio in basso…)
Le due Camere, per 22 anni, hanno portato avanti la tesi che il vitalizio non è una pensione e quindi questa legge, che prevede dei benefici sulle pensioni, non poteva essere applicata perché non si stava parlando di pensione.
Apro una parentesi, signora Presidente, e lei questo lo sa perchè ha subitamente aderito alla richiesta di aiuto di Maria Fida così come aderì la signora Ministro Casellati quando era Presidente del Senato. (Devo dire che anche il dott. Gianni Letta ha sempre ascoltato e aiutato Fida quando gli ha chiesto aiuto in passato e con me è sempre stato gentilissimo e pieno di affetto).
Non è possibile che il giorno in cui si ricordano le vittime del terrorismo sia il 9 maggio (giorno in cui è stato ritrovato Aldo Moro) e per lui questa legge non venga applicata! Per anni ho gridato, invano, al vento “Cambiate giorno, è meno insultante!”’ ma è comodo usare Moro! “La vittima per eccellenza”, vittima sacrificale, vero! Ma è sempre il danno e le beffe! Non valeva questa legge perché Aldo Moro non era vittima del terrorismo?
Non valeva perchè il vitalizio non è una pensione?
Perché, se non fosse vittima del terrorismo, allora di chi sarebbe vittima, dello Stato? E se il vitalizio non è una pensione, perchè gli vengono trattenute le imposte di legge? (Irpef e addizionali).
Per farla breve, abbiamo vinto e fatto giurisprudenza! La signora Presidente lo sa, ma gli italiani non sanno ed è importante che sappiano che questa maggioranza e questo governo sono gli unici, dal 1978 ad oggi, ad essersi schierati attivamente e celermente al fianco di Aldo Moro.
Cari cittadini italiani che leggete, questa non è campagna elettorale, questa è storia del nostro Paese!
Questo governo e questa maggioranza hanno fatto ciò che mai è stato possibile
fare: aiutare Aldo Moro! Dirimere un‘ingiustizia protratta per tantissimi anni! Vittoria umana, giuridica, politica! Questo governo stravince su tutti i suoi predecessori! Mette un punto e và avanti!
Abbiamo avuto un “manipolo di eroi” che il cielo ci ha donato e sicuramente il nonno ha magistralmente orchestrato affinché potessimo avere il risultato migliore nel minor tempo possibile. Siamo stati difesi abilissimamente dall‘avv. Domenico Menorello (unico avvocato in Italia che è stato in grado di farci ottenere giustizia).
Al Senato avevamo anche il provvidenziale aiuto non solo dell‘allora Presidente Casellati, ma anche del dott. Claudio Galoppi, suo consulente giuridico.
Alla Camera del Deputati è dovuta intervenire la signora Presidente Meloni, in persona (a seguito di un’istanza scritta dall’avv. Menorello e firmata da Fida – in quanto erede), ha fatto riunire il consiglio di Presidenza e ha ottenuto, finalmente, l‘applicazione della legge, grazie anche al contributo del Presidente della Camera, on. Lorenzo Fontana, che ha modificato il regolamento dopo aver conosciuto quei fatti ingiusti.
La trafila giuridica ha attraversato tutti i gradi di giudizio fino alla Cassazione ed abbiamo fatto giurisprudenza. E fare giurisprudenza nel nome di Aldo Moro, in una cosa che riguarda le vittime del terrorismo, è una cosa grande!
Aldo Moro è stato uno dei più grandi giuristi del nostro paese. Ad un certo punto, anni prima che incontrassimo la misericordia del suo governo, signora Presidente, tra gli innumerevoli esempi di cose disumane dette a Fida per farla mollare, ne cito una sola perché l’Italia si svegli e provi dolore nel proprio cuore: “A suo padre non verrà mai applicata questa legge, neanche se tornasse in vita!”. Allora, due cose: la prima è che questa oscenità non proveniva nè dalla Camera, nè dal Senato. Non ha importanza da dove provenisse, perché tanto abbiamo vinto! Ad un certo punto tutti faranno i conti con la propria coscienza. E la seconda cosa è che se Aldo Moro fosse tornato in vita per difendere noi avrebbe vinto, come ha vinto l’avv. Menorello!
Questo primato che io amo decantare è una cosa che ha un valore assoluto e lo dovrebbe avere anche per questo paese! Altro che primato di di longevità, che pure conta. Ho citato solo persone di destra. Vi siete accorti? Ebbene, sono quelle che hanno aiutato Aldo Moro! Adesso, a distanza di quasi cinquant‘anni!
La signora Presidente, forse, non era neanche nata nel ’78.
Lo dico perchè le fa onore! Fin da quando ero piccolo ho sentito dire infinite cose vuote di significato e prive di amore, dette da persone “importanti” che tanto avrebbero voluto fare, ma avevano sempre le mani legate e gli dispiaceva tanto. Purtroppo anche a noi dispiaceva tanto, ma quanto poteva contare la nostra sofferenza?
Per questa maggioranza ha contato! E direi che per tutti loro ancora conta! Grazie signora Presidente, dal cuore, se crede lo urli ai quattro venti questo vostro primato perché è la verità!
“Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verita è sentire illuminante, ci aiuta a essere coraggiosi” (Aldo Moro).
Ho sempre definito questo Paese „immemore” e „ingrato”, questa volta mi sono dovuto ricredere! Non hanno detto, hanno fatto!
La ringrazio nuovamente, signora Presidente, l’ho trattenuta anche troppo a lungo, la lascio andare e le affido la memoria di mio nonno. Io continuerò a fare quello che faccio per ricordare il nonno, nel mio modo, ancora per un po‘. Ma sono stanco, è come se fossi qui da diecimila anni e il mio desiderio di scomparire senza lasciare traccia diventa sempre più forte, arde in me come un fuoco! Vorrei fare come Bilbo al suo famoso compleanno, andarmene d’incanto, così, davanti agli occhi di tutti e non essere mai più trovato. È una cosa spirituale, non credo alla morte, come ho già detto, vado verso la vita! Ho un’indole ascetica.
Aldo Moro va ricordato e va celebrato ed è una cosa che andrebbe fatta con tutti i crismi e andrebbe fatta dallo Stato. Io già lo faccio, mia madre ci è morta, in un modo dolorosissimo, dopo una vita di inferno.
A chi va il compito della memoria, signora Presidente? Se la memoria fosse cenere ed il vento le soffiasse, sopra cosa succederebbe?
Se me ne andassi prima del tempo, chi avrebbe parole d’amore per il nonno come aveva Fida? Nessuno!
Questo paese si deve assumere la responsabilità di questa storia! Di questo “delitto di abbandono”!
Lei signora Presidente ha il senso della patria, dell‘onore, della bandiera.
La bandiera di questo paese giace, caduta in terra, dal 1978 e nessuno si è fermato a raccoglierla! È stata calpestata, le sono state fatte cose oscene e poi le hanno dato fuoco!
E quanto dolore mi dà quando la vedo sventolare con alle spalle il cielo azzurro, fiera, solitaria, ferita nel cuore. Adesso poi mi fá anche pensare alla mia mamma cara e l’amaro di questo dolore è qualcosa di insopportabile!
Se la verità no, se la giustizia no, se la pace no, che cosa ci rimane?
Almeno la dignità! Quella del nonno, ovviamente, perché quella dello stato è scappata via
tanti anni fa…
Aldo Moro verrà ricordato da se stesso, da ciò che ha fatto in vita!
Un uomo buono, mite, giusto, saggio, innocente e amico (parole di Papa Paolo VI), il cui insegnamento, il cui pensiero continuano a vivere e a splendere come un sole luminosissimo e immenso! Una fenice infuocata!
Al di là del tempo e dello spazio, la supremazia della vita sulla morte!
Ma ognuno deve fare la propria parte, chi era Aldo Moro?
Chi me lo saprebbe raccontare dicendomi un qualcosa che non so?
Quelli che usano e riusano le sue parole quando non sanno che pesci prendere? Gli stessi che non hanno hai risposto alle richieste di aiuto di mia madre!
Sono sempre meno le persone che sanno chi fosse Aldo Moro.
Sono certo che lei, signora Presidente, con la sua sensibilità, sia in grado di cogliere il senso delle mie parole e di non lasciare che quella cenere se ne vada via, chissà dove, sulle ali del vento.
Le auguro ogni bene, tenga duro, resista! Per aspera ad astra!
Ringraziandola cordialmente e con affetto, le assicuro che il nonno, dal luogo luminoso e alto in cui è, saprà guidarla e proteggerla come fa con noi da sempre!
Le regalo tre cose preziose di Fida. La frase di un anonimo del ‘600 a lei molto cara, il suo bellissimo augurio pieno di luce, forse il più bello, e infine il motto della guardia di Finanza in cui si sentiva perfettamente descritta e, direi, anche lei signora Presidente.
“Il male fiorisce dove chi può non fa il bene” (Anonimo del ‘600)
“E gioia sia!” (Maria Fida Moro)
“Nec recisa recedit” (Neanche ferita torna indietro, motto GdF)
Grazie,
Luca Moro
